La radio ha ancora senso nel 2019?

Jan 18, 2019

Video killed the radio star, cantava il gruppo The Buggles nel 1978.

Quarant'anni dopo, che futuro c'è per le radio star?

Internet, social network, tv digitale, Netflix, musica in streaming...

Questi sono i mezzi di comunicazione di cui ci serviamo adesso. Sono parte della nostra vita quotidiana, ed ogni anno che passa lo diventano sempre di più.

Allora capita che mi arrivino messaggi privati di appassionati che mi chiedono se ha ancora senso lavorare in radio oppure è un mezzo ormai destinato ad andare in pensione.

La radio non morirà mai

Voglio essere chiaro: la radio non morirà mai.

Vi faccio un esempio molto semplice.
Abbiamo detto che il web, l'interattività e cose simili hanno preso il sopravvento, giusto? 
Giusto.
Ora ditemi: quante web radio conoscete?

Ad occhio e croce, forse forse ne riuscireste a nominare al massimo una soltanto.
Sono sicuro invece che se vi avessi chiesto di dirmi nomi di radio FM ve ne sarebbero venute in mente diverse decine.

Per quanto Internet abbia cercato di inglobare anche il mezzo della radio, non c'è mai riuscito. Si sente parlare di web radio da ormai tanti anni - alcuni di voi hanno anche provato a lavorarci o lo fanno tutt'ora - ma nessuna di loro ha ottenuto un vero successo. Persino Beats 1, una delle radio online più famose perché legata ad Apple Music, fa ascolti che non sono paragonabili ad una FM nazionale.

Volete sapere perché? Vi dico la mia.

La radio è un mezzo abitudinale. Tutti gli ascoltatori della radio hanno instaurato un rapporto quotidiano con lo strumento, molto spesso proprio nei momenti di maggior impegno: se ci pensate, infatti, la radio è l'unico fra i mass media completamente fruibile mentre state facendo altro. Che stiate lavorando, che stiate preparando la cena a casa o che stiate guidando l'auto, la radio è compagna proprio nei momenti in cui siamo occupati in altre attività. 

Questo in altre parole le ha permesso di diventare una nostra compagna di vita di tutti i giorni, il cui uso è immediato e facilissimo: accendi e via.

E a differenza della tv, dello streaming o di YouTube, con la radio non sentiamo nemmeno il bisogno di avere un'infinità di contenuti fra cui scegliere. Anzi, molto spesso ci leghiamo a una o due emittenti, che diventano le nostri fonti d'ascolto.

Lavorare in radio è il futuro

La radio è quindi un amico fidato nella vita di tutti i giorni, un compagno da cui ci facciamo affiancare nelle più disperate attività ed è decisamente improbabile pensare che decidiamo di abbandonarla nei prossimi anni. Dopotutto, i dati d'ascolto lo dimostrano.

Lavorare in radio è quindi ancora il presente ed il futuro. Avere una carriera in radio è sì ancora possibile, ed anzi è forse uno dei mezzi di comunicazione dove è più facile trovare un ambiente stabile e positivo.

Basta trovare la propria chiave per comunicare con gli ascoltatori, per dare loro un motivo per affezionarsi a voi.

Pensateci un attimo, sia che ascoltiate il mio Zoo di 105 oppure no: esiste un altro format d'intrattenimento (che sia sul web, al cinema, in tv o chissà dove) capace di creare attorno a sé una famiglia di ascoltatori che quotidianamente lo supporta e vi partecipa?

No, non esiste.

Per questo ho deciso di creare la mia Masterclass. Per offrirvi la possibilità di imparare un mestiere che è ancora attuale e vi dà l'opportunità di realizzare un sogno.

Quello di parlare davanti ad un microfono, a milioni di ascoltatori, e avere la possibilità di chiamarli amici.

 

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Marco Mazzoli Masterclass | Imparare a fare la radio

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